Bagno imperiale

Articolo bagno imperiale

Ingegno, abilità per un'insolita ma funzionale cornice dello specchio del bagno.

Nella realizzazione di questo tempio più neoclassico che greco-romano Aiello Antonio ha profuso molta ingegnosità che merita di essere illustrata. Il frontone, la cornice dello specchio e i mobiletti di base sono pezzi di trucciolare con i lati rettilinei, tagliati ed uniti con la massima cura e ornati con cornici di gesso. Come il rosone al centro del timpano. Il punto qualificante del lavoro sono le colonne, tornite senza un tornio vero e proprio. Ogni colonna è costruita da un pulvino quadrato su cui poggia la base, dal fusto, apribile per il lungo, e dal capitello, a sua volta composto da tre dischi col bordo sagomato e da un quadrato su cui poggia l'architrave.

Il fusto
Si tagliano 12 tavolette 20x55x970 mm coi bordi lunghi bisellati a 75° e due dischi di multistrato diametro 180 mm dai quali si ricavano due dodecagoni coi lati di 50 mm. Questi si dividono lungo una corda che lasci 5 lati in un pezzo e 7 nell'altro. Contro i lati del dodecagono cosi diviso si incollano le tavolette, fissandole anche fra loro tranne che in corrispondenza della divisione, e si mettono in presa stringendole con grossi elastici. A colla asciutta le due semicolonne si rendono solidali aggraffando contro le basi due dischi di compensato e si passa alla tornitura. Torniti e sagomati capitello base e fusto, si schiodano da questo i due pezzi che ne univano le due parti. La parte maggiore, già a sette facce, si incollano fra capitello e base dopo averne rivestito l'interno con una lamiera d'alluminio che copra la sfaccettatura (da applicare anche all'interno della parte minore). Ripiani ricavati da dischi diametro 180 mm, tagliati a seguire gli spigoli o lasciati interi, dividono orizzontalmente lo spazio interno delle colonne; quelli eventualmente inseriti nella parte minore debbono essere muniti di ringhierina per evitare che quanto vi è posto sopra caschi giù ad ogni apertura dello sportello. Tutta la superficie esterna delle colonne, complete di base e capitello, si stucca e si leviga accuratamente per nascondere le fessure eventualmente rimaste fra gli elementi costitutivi e le teste delle viti che fissano i ripiani interni. Il pezzo minore serve, incernierandolo al maggiore, da sportello e si chiude con scrocchetti a spinta. Nel soffitto di ogni colonna si monta un faretto alogeno a bassa tensione la cui accensione è comandata da un pulsante NC azionato dall'apertura dello sportello. Comandati da un interruttore normale sono invece i faretti inseriti sotto l'architrave, che all'interno ospita il trasformatore.

La tornitura
Il tornio usato dall'autore è una creazione originale; la testa motrice è un trapano montato orizzontale su un supporto, la contropunta è una staffa forata e filettata in cui si avvita una barra esattamente centrata sul mandrino del tornio, inserita in un tubo saldato ad una piastra forata che si avvita ai pezzi da tornire (in modo analogo è costruita la forchetta di trascinamento il cui gambo, di ferro pieno, è stretto nel mandrino del trapano). La novità sta nel mezzo usato per scavare il legno: anziché un ventaglio poggiaferri ed una serie di scalpelli, qui abbiamo una fresatrice, montata nella suola, che scorre orizzontalmente su due barre. I capi delle barre sono fissati in blocchetti di legno duro che un sistema di profilati e squadrette permette di fissare al banco all'altezza più opportuna. Usando entrambe le macchine assieme si tornisce; a trapano spento e cilindro bloccato, si ottengono, spostando lateralmente la fresatrice, le scanalature rettilinee. Stringendo fra punta e contropunta i tre dischi che formano il capitello con una fresa sagomata si esegue con la massima precisione la modanatura del capitello stesso.

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